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Come funziona la proclamazione di laurea: dalla discussione al voto, passo per passo

• 6 min di lettura
Illustrazione: Come funziona la proclamazione di laurea: dalla discussione al voto, passo per passo

Ti stai chiedendo come funziona la proclamazione di laurea perché il grande giorno si avvicina, o perché devi organizzare quello di un amico e non vuoi arrivare impreparato? Da fuori sembra semplice: entri, parli, ti proclamano, fine. In realtà ci sono passaggi precisi, tempi morti, una camera di consiglio che sembra durare un’era geologica e regole che cambiano da ateneo ad ateneo. Qui trovi lo schema generale, con una premessa che vale per tutto l’articolo: il regolamento del tuo corso di laurea vince sempre su qualsiasi guida, compresa questa.

Come funziona la proclamazione di laurea in quattro tappe

Nella maggior parte delle università italiane la giornata segue una sequenza simile:

  • discussione della tesi davanti alla commissione;
  • camera di consiglio, in cui i docenti decidono il voto;
  • proclamazione vera e propria, con la formula di rito;
  • festa, che nessun regolamento cita ma che tutti rispettano con grande serietà.

Quello che cambia è l’ordine e il modo. In alcuni corsi ogni candidato discute e viene proclamato poco dopo, insieme ai compagni della stessa seduta. In altri la discussione avviene un giorno e la proclamazione in un altro, magari in una cerimonia collettiva. Per questo la prima cosa da fare è leggere l’avviso della sessione di laurea pubblicato dal tuo dipartimento: lì trovi date, aule, orari ed eventuali limiti di ospiti.

Pro tip:

Salva l’avviso della sessione in PDF e giralo subito nel gruppo di amici e parenti: ti risparmia venti messaggi del tipo «ma a che ora devo essere lì?».

La discussione: il tuo momento davanti alla commissione

La discussione è la parte in cui presenti il lavoro di tesi. Di solito parli per qualche minuto, spesso con delle slide, e poi la commissione può farti qualche domanda. I tempi variano parecchio: diversi regolamenti di laurea triennale parlano di una decina di minuti di esposizione più qualche minuto di domande, mentre per le magistrali si arriva spesso a 15 o 20 minuti, in qualche corso anche di più. Trovi i dettagli nella guida su quanto dura la discussione di laurea.

La commissione è formata da più docenti, e il numero minimo lo fissa il regolamento. Il tuo relatore di norma è presente e ti introduce; in alcune magistrali c’è anche un controrelatore che ha letto la tesi con occhio critico. Non è un esame a trabocchetto: nella stragrande maggioranza dei casi la commissione vuole vederti spiegare bene quello che hai fatto, non metterti in difficoltà.

Pro tip:

Se l’ansia ti sta già salendo, leggi i nostri consigli per la discussione della tesi: slide, prove, domande e cosa fare se ti blocchi.

La camera di consiglio: cosa succede quando escono tutti

Finite le discussioni, la commissione si riunisce da sola: a volte si ritira in un’altra stanza, a volte fa uscire candidati e pubblico dall’aula. È la camera di consiglio, il momento in cui i docenti valutano la prova finale e definiscono il voto di laurea. Se i candidati della seduta sono tanti, la camera di consiglio arriva spesso dopo l’ultima discussione, e quindi l’attesa si allunga per tutti.

Per il laureando è la fase più strana della giornata: hai finito, non puoi più cambiare niente, e intanto fuori dall’aula c’è la zia che chiede se è andata bene. Respira. In questa fase, di regola, non si decide se ce l’hai fatta: se sei arrivato alla discussione hai già gli esami in regola. Si decide quanto.

Pro tip:

Tieni in borsa acqua e qualcosa da sgranocchiare: tra discussione e camera di consiglio possono passare ore, e un calo di zuccheri durante la proclamazione non è il ricordo che vuoi nelle foto.

Il voto: da dove arriva quel numero

Il voto di laurea si esprime in centodecimi. Quasi ovunque si parte dalla media ponderata degli esami, cioè pesata sui crediti, convertita in centodecimi. A questa base la commissione aggiunge dei punti per la tesi e per come l’hai discussa.

Quanti punti? Dipende dal regolamento del corso. Per darti un’idea, in alcuni corsi la forchetta va da 1 a 5 punti, in altri si arriva a 7 o 8. Alcuni atenei prevedono anche piccoli bonus, per esempio per le lodi prese agli esami. La lode finale, quando base e punti arrivano a 110, di solito viene assegnata solo all’unanimità della commissione.

Pro tip:

Fai il conto prima, con la tua media ponderata e la tabella del tuo corso: in proclamazione non resti a bocca aperta, nel bene o nel male, e gli amici sanno già se preparare lo striscione da 110 e lode.

Triennale e magistrale: cosa cambia nella proclamazione

Lo schema è lo stesso, cambiano peso e tempi. Alla triennale la prova finale è spesso un elaborato più breve, la discussione è più corta e in molti atenei le proclamazioni sono di gruppo. Alla magistrale la tesi è un lavoro più lungo, la discussione più approfondita e in qualche corso entra in gioco il controrelatore.

Cambia anche il titolo: alla triennale vieni proclamato dottore o dottoressa, alla magistrale dottore o dottoressa magistrale. Una differenza che sui biglietti d’auguri nessuno rispetta, ma a cui il tuo relatore terrà parecchio. Se ti incuriosisce la parte rituale, abbiamo scritto un articolo dedicato alla formula di proclamazione di laurea.

Pro tip:

Alla magistrale chiedi al relatore se avrai un controrelatore e se puoi conoscere prima le sue osservazioni: così prepari le risposte invece di improvvisarle.

Le proclamazioni collettive: tanti laureati, una cerimonia

In diversi atenei, soprattutto per le triennali, la discussione si fa in commissione e la proclamazione arriva dopo, in una cerimonia collettiva: decine di laureati chiamati uno alla volta, in aula magna o a volte persino all’aperto. In alcuni casi la presenza alla proclamazione è obbligatoria per conseguire il titolo, in altri è facoltativa. Anche qui decide l’avviso del tuo corso.

Le cerimonie collettive hanno pro e contro. Il pro è un’atmosfera da festa vera, con tutti i compagni di corso. Il contro sono aule piene, a volte un limite al numero di accompagnatori per candidato e tempi più lunghi. Se i posti sono contati, decidi prima chi entra e chi aspetta fuori: eviti la guerra fredda familiare.

Pro tip:

Se l’aula ha un limite di ospiti, dai la precedenza a chi ci tiene davvero a vedere il momento e affida agli amici il presidio dell’uscita, con spumante e corona pronti.

E dopo la proclamazione, cosa succede?

Una volta proclamato, la parte ufficiale è finita e inizia quella che ricorderai di più: foto, corona di alloro, brindisi e, se hai degli amici come si deve, la lettura del papiro. Il papiro è il cartellone goliardico con la tua caricatura e le storie in rima sulla tua carriera universitaria, e non lo prepari tu: lo preparano loro, spesso in gran segreto. Se vuoi capire com’è fatto, c’è la nostra guida completa al papiro di laurea.

Per il resto della giornata abbiamo raccolto idee e tradizioni in cosa fare dopo la proclamazione, e una lista pratica di cosa portare alla proclamazione. Se poi gli amici vogliono organizzare qualche penitenza, il generatore di giochi di laurea dà idee pronte in pochi secondi.

Il laureato pensa alla discussione, voi pensate al papiro

La proclamazione è il suo momento, la festa è roba vostra. Con EasyPapiro tu e gli altri amici del laureato create il papiro online: rime scritte dall’AI partendo dai vostri aneddoti, caricatura da una foto e file in formato A0 pronto da portare in copisteria. Creazione e anteprima sono gratis.

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