Formula di proclamazione di laurea: cosa dice, cosa significa e perché non è uguale ovunque

La formula di proclamazione di laurea è la frase che ti trasforma ufficialmente in dottore: dura una manciata di secondi, ma è quella che tutti i parenti registrano col telefono e che la nonna ti ripeterà per anni. Se stai cercando il testo «ufficiale», ti avviso subito: non esiste una formula unica valida per tutte le università italiane. Esiste però una versione molto diffusa, con diverse varianti. Vediamo com’è fatta, cosa significa parola per parola e come usarla (anche in versione goliardica) alla festa.
La formula di proclamazione di laurea più diffusa
La versione che senti più spesso suona più o meno così:
«Per l’autorità conferitami dal Magnifico Rettore, la proclamo dottore in [nome del corso di laurea], con la votazione di [voto]».
Moduli e documenti pubblicati da alcuni atenei per le loro sedute di laurea, per esempio a Firenze e a Padova, riportano formule di questo tipo, da completare con il titolo del candidato e con «dottore» o «dottore magistrale» a seconda del corso.
Attenzione però: è un modello, non un testo di legge da recitare identico ovunque. Il presidente della commissione può usare parole leggermente diverse, aggiungere il titolo della tesi, cambiare l’ordine tra titolo e voto o dirla semplicemente a modo suo. Se ti serve la formula esatta del tuo corso, chiedila alla segreteria didattica o al tuo relatore.
Pro tip:
Se vuoi citare la formula in un discorso o in un video, usa la versione generica: nessuno ti contesterà una virgola e non rischi di mettere in bocca all’università parole che non ha mai usato.
Cosa significa, parola per parola
Sembra una frase di circostanza, ma ogni pezzo ha un senso preciso:
- «Per l’autorità conferitami»: chi parla non agisce a titolo personale. Il potere di conferire il titolo è dell’università e il presidente lo esercita per delega.
- «dal Magnifico Rettore»: «Magnifico» è l’appellativo tradizionale del Rettore negli atenei italiani. Non è un complimento, è un titolo.
- «la proclamo»: proclamare vuol dire dichiarare pubblicamente. È il momento in cui la commissione annuncia davanti a tutti che hai conseguito il titolo.
- «dottore in…»: dopo la laurea triennale ti spetta il titolo di dottore, dopo la magistrale quello di dottore magistrale, seguito dal nome del corso.
- «con la votazione di…»: il voto in centodecimi, con l’eventuale lode. È la parte che fa partire l’applauso, quindi il presidente spesso deve finire la frase urlando.
Pro tip:
Avvisa i parenti più entusiasti di aspettare la fine della frase prima di esultare: il voto arriva in coda, ed è un peccato coprirlo con l’urlo dello zio.
Le varianti che puoi sentire
Visto che le regole cambiano da ateneo ad ateneo, e a volte da commissione a commissione, è normale sentire versioni diverse. Le più comuni riguardano il registro (c’è chi usa il «lei» formale e chi sceglie un tono più colloquiale), il genere («dottore» o «dottoressa») e il livello del titolo («dottore» o «dottore magistrale»).
Nelle proclamazioni collettive il presidente può leggere i nomi uno alla volta con il rispettivo voto, oppure pronunciare una formula unica per il gruppo e poi chiamare i singoli. In alcuni atenei, se il regolamento lo prevede, alla lode si aggiungono menzioni particolari, come la dignità di stampa. Per i dottorati di ricerca e per le lauree honoris causa si usano invece formule e cerimonie a parte, spesso disciplinate da regolamenti specifici.
Pro tip:
Vuoi sapere in anticipo come sarà la tua proclamazione? Chiedi a chi si è laureato nel tuo corso nell’ultima sessione: in due minuti ti racconta più di qualsiasi sito.
Quando arriva la formula durante la giornata
La formula è il punto d’arrivo di un percorso: prima c’è la discussione, poi la camera di consiglio in cui la commissione decide il voto, e solo dopo la proclamazione. Spesso i candidati vengono richiamati in aula e la commissione si alza in piedi per pronunciarla. Se vuoi capire bene tutta la sequenza, leggi la nostra guida su come funziona la proclamazione di laurea.
Quanto all’attesa, prepara i tuoi ospiti: tra la prima discussione e l’ultima proclamazione possono passare ore, soprattutto nelle sedute con molti candidati. Ne parliamo nell’articolo su quanto dura la proclamazione di laurea.
Pro tip:
Nomina un solo «regista ufficiale» per il video: cellulare in orizzontale, registrazione avviata quando il presidente prende la parola, non quando dice il nome. Gli altri si godono il momento dal vivo.
La formula in versione goliardica: festa e papiro
Fuori dall’aula la formula diventa materiale da festa. Gli amici adorano rifare la proclamazione in versione parodia, magari subito prima della lettura del papiro: stessa solennità, contenuti decisamente meno accademici. Ecco due esempi da adattare:
«Per l’autorità conferitami da tre anni di appunti prestati e mai restituiti, ti proclamo dottore in Scienze del Divano, con la votazione di 110 caffè e lode.»
«Per l’autorità conferitami dalla macchinetta del secondo piano, la proclamo dottoressa in Rimandi Strategici, con pieni voti e una sessione di ritardo.»
Funziona benissimo come chiusura del papiro di laurea, il cartellone con caricatura e storie in rima che gli amici preparano per il festeggiato. Se non sai da dove partire, la nostra guida al papiro di laurea spiega tutto, e per l’ultima strofa trovi spunti nelle frasi finali per il papiro. Se invece hai l’aneddoto ma non la rima, prova lo strumento per mettere in rima una storia.
Pro tip:
Per la parodia scegli un «presidente» con voce impostata e faccia seria: più è solenne, più ridono tutti. Una corona di cartone e un mestolo come scettro fanno il resto.
Dottore, dottoressa, dott.: come scriverlo dopo
Dopo la proclamazione arriva la pioggia di biglietti e messaggi. Se vuoi essere preciso, ricorda la distinzione tra laurea triennale (dottore o dottoressa) e laurea magistrale (dottore o dottoressa magistrale). Le abbreviazioni più usate sono «dott.» e «dott.ssa», e sul biglietto di auguri nessuno ti chiederà di più.
Se poi il biglietto vuoi renderlo memorabile, prendi ispirazione dai nostri auguri di laurea divertenti: la formula ufficiale la sente in aula, da te si aspetta qualcosa di meno istituzionale.
La formula la dice la commissione, il papiro lo scrivete voi
Dopo la proclamazione ufficiale tocca agli amici del laureato. Con EasyPapiro create insieme il papiro: l’AI trasforma i vostri aneddoti in rime, la caricatura nasce da una foto e il file in A0 è pronto per la copisteria. Creazione e anteprima sono gratis.
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