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Discorso festa di laurea: come scriverlo, quanto farlo durare e frasi da cui partire

• 5 min di lettura
Illustrazione: Discorso festa di laurea: come scriverlo, quanto farlo durare e frasi da cui partire

Il bicchiere è pieno, qualcuno batte la forchetta sul vetro e all’improvviso tutti guardano te. Il discorso alla festa di laurea è quel momento che sembra facile finché non arriva. Che tu sia il laureato, l’amico di sempre o il genitore commosso, la ricetta è la stessa: poche parole, un ricordo vero e un finale che faccia alzare i calici. Qui trovi struttura, durata ed esempi di frasi da adattare.

Discorso festa di laurea: le tre regole d’oro

Prima di scrivere una riga, tieni a mente queste tre regole. Valgono per chiunque prenda la parola.

  • Breve. Alla festa la gente vuole mangiare, bere e ballare. Un discorso corto e sentito batte sempre uno lungo e completo.
  • Personale. Una storia vera vale più di dieci frasi fatte. Se il discorso potrebbe andare bene per qualsiasi laureato, non va bene per questo.
  • Con un finale. Chiudi sempre con un brindisi chiaro. Il pubblico deve sapere quando alzare il bicchiere.

Quanto deve durare

Indicativamente, il discorso del laureato sta bene tra i due e i quattro minuti. Quello di amici e genitori tra uno e tre. Parlando con calma si dicono più o meno 120 o 130 parole al minuto, quindi un discorso di tre minuti corrisponde a circa mezza pagina di testo, non a un saggio.

Se parlano più persone, mettetevi d’accordo sull’ordine: di solito prima gli amici o i fratelli, poi i genitori, e per ultimo il laureato, che chiude ringraziando tutti. Se è prevista anche la lettura del papiro, tenete i discorsi ancora più corti: le risate le porta già quello.

Pro tip:

Leggi il discorso ad alta voce con il cronometro del telefono. Se supera i quattro minuti, taglia il paragrafo che ti piace di meno: nessuno se ne accorgerà.

La struttura in quattro tempi

Ogni buon discorso di laurea si può costruire in quattro passaggi:

  • Apertura: una frase che rompe il ghiaccio e fa sorridere.
  • Riconoscimento: il percorso, la fatica, le persone che ci sono state.
  • Aneddoto: una sola storia concreta, raccontata bene.
  • Brindisi: un augurio per il futuro e l’invito ad alzare i calici.

Questa scaletta funziona sia per un discorso commosso sia per uno goliardico. Cambia solo il dosaggio tra lacrime e risate.

Il discorso del laureato

Tu sei il festeggiato, quindi il tuo compito principale è ringraziare. Il trucco è farlo senza trasformare il discorso in un elenco della spesa: raggruppa le persone (famiglia, amici, compagni di corso) e per ognuno dei gruppi trova un dettaglio specifico. Qualche frase da cui partire:

«Per anni mi avete chiesto quando mi laureavo. Ecco, oggi. Potete smettere di chiedermelo e cominciare a chiedermi quando trovo lavoro.»

«Mamma e papà, avete pagato le tasse universitarie, gli affitti e almeno tre caricabatterie che ho perso. Questa corona è anche vostra, anche se in testa ce l’ho io.»

«Ai miei compagni di corso: senza i vostri appunti scritti a mano e le vostre chat alle due di notte, oggi sarei ancora al secondo anno.»

Chiudi guardando avanti, senza fare promesse solenni: un brindisi «a quello che viene dopo» è più che sufficiente.

Il discorso degli amici

Agli amici è concesso il registro goliardico, entro un limite chiaro: ci sono anche i nonni. Prendete in giro le abitudini del laureato, non le sue fragilità. Qualche esempio:

«Abbiamo calcolato che in questi anni Marco ha detto “da lunedì studio sul serio” circa duecento volte. Oggi, finalmente, era lunedì.»

«Giulia è sopravvissuta a sessioni, tirocinio e coinquilini. Il relatore, invece, è ancora in terapia.»

«Ti abbiamo visto entrare in biblioteca alle otto e uscire alle otto e dieci per il primo caffè. Ti abbiamo visto crescere.»

Se state preparando anche il papiro, non sprecate nel discorso gli aneddoti migliori. Il papiro è il posto giusto per le storie lunghe; il discorso è il trailer. Per organizzare la lettura senza tempi morti c’è la guida alla lettura del papiro di laurea, e se vi servono idee per le battute trovate spunti nelle frasi per il papiro di laurea.

Pro tip:

Volete chiudere il discorso in rima? Scrivete l’aneddoto in prosa e passatelo allo strumento per mettere in rima una storia: avete una quartina pronta in un attimo.

Il discorso dei genitori

Ai genitori si perdona tutto, anche qualche lacrima. L’importante è non trasformare il momento in un riassunto della vita del figlio dalla nascita. Scegliete un ricordo e un augurio, e fermatevi lì.

«Quando sei partito per l’università avevi una valigia e una pentola. Oggi torni con una laurea. La pentola, ti informo, non l’abbiamo più vista.»

«Non ti abbiamo mai chiesto di essere il primo. Ti abbiamo chiesto di finire quello che avevi iniziato. Oggi l’hai fatto, e noi siamo orgogliosi.»

Se volete sapere come vestirvi per la giornata, oltre a cosa dire, c’è anche la guida all’outfit dei genitori alla laurea.

Gli errori da evitare

  • Le battute interne che capiscono in tre: il resto della sala si annoia.
  • Gli aneddoti su ex, sbronze epiche o esami copiati, con i parenti in prima fila.
  • Leggere dal telefono a testa bassa: stampa il testo o usa un cartoncino con tre parole chiave.
  • Improvvisare dopo il terzo brindisi: il discorso migliore è quello preparato a mente lucida.

Ultima cosa: il discorso non sostituisce gli altri riti della giornata, li completa. Corona, papiro e brindisi raccontano la stessa cosa da tre angolazioni diverse. Se vuoi capire come il papiro si inserisce nella festa, parti dalla guida al papiro di laurea.

Il discorso dura tre minuti, il papiro resta appeso

Il papiro lo preparano gli amici del laureato, ed è il posto dove far finire gli aneddoti che non entrano nel brindisi. Con EasyPapiro racconti le storie, l’AI le mette in rima, la caricatura arriva da una foto e tutto viene impaginato con il logo dell’università, pronto per la copisteria. Creazione e anteprima sono gratis.

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