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Come conservare la corona di alloro della laurea (senza ritrovarla piena di muffa)

• 5 min di lettura
Illustrazione: Come conservare la corona di alloro della laurea (senza ritrovarla piena di muffa)

La festa è finita, la corona è sul sedile della macchina accanto a un pezzo di torta e a un coriandolo superstite. E adesso? Buttarla sembra un sacrilegio, tenerla così com’è vuol dire ritrovarla tra un mese grigia e molle. Capire come conservare la corona di alloro è più facile di quanto pensi: bastano pazienza, un posto asciutto e qualche errore da evitare. Ti spiego tutto, passo per passo.

Come conservare la corona di alloro: i primi giorni contano

La corona è fatta di foglie fresche, quindi piene d’acqua. Il nemico numero uno è l’umidità intrappolata, che porta muffa e foglie annerite. Le prime 48 ore decidono quasi tutto.

Appena torni a casa, togli la corona da eventuali sacchetti o involucri di plastica e scuoti via coriandoli, briciole e residui di spumante. Se è bagnata, tamponala con un panno asciutto, senza strofinare. Niente acqua per «rinfrescarla» e niente frigorifero: non stai conservando un mazzo di fiori da tenere in vita, stai preparando la corona a seccare bene.

Pro tip:

Prima di toccarla, scatta una foto della corona appena tolta: le foglie fresche hanno un verde brillante che l’essiccazione porta via. Sarà il tuo «prima» per il ricordo.

Essiccare la corona all’aria: il metodo più sicuro

Il sistema più semplice e affidabile è lasciarla seccare naturalmente. Appendila con un filo o un nastro in un ambiente asciutto, ventilato e possibilmente in penombra, lontano da termosifoni e finestre esposte al sole. Appesa, l’aria circola su tutti i lati e la forma resta tonda.

Indicativamente servono da una a tre settimane, a seconda di quanto è folta la corona e di quanto è umida la stanza. Te ne accorgi perché le foglie diventano rigide, leggermente più scure e virano verso un verde oliva. È normale: l’alloro secco non resta brillante come quello fresco, ma mantiene bene forma e profumo.

Se la corona è molto fitta, controllala ogni due o tre giorni e sposta leggermente le foglie interne, così non restano zone umide nascoste.

Pro tip:

Se il nastro della facoltà è di raso o tessuto delicato, sfilalo prima di appendere la corona e conservalo a parte: così non si macchia e lo rimetti quando è tutto asciutto.

Lacca, spray fissativi e resina: sì o no?

Online troverai il consiglio di spruzzare lacca per capelli sulla corona secca, per fissare le foglie e limitare la polvere. Può aiutare, ma non ci sono prove solide della sua efficacia e su alcune foglie lascia un effetto lucido o appiccicoso. Lo stesso vale per i fissativi spray e le resine trasparenti usati nel fai da te.

La regola è semplice: solo sulla corona già completamente secca, mai su quella fresca, e sempre dopo una prova su una foglia nascosta. Se il risultato non ti piace, lascia perdere: una corona secca tenuta all’asciutto dura comunque a lungo anche senza trattamenti.

Teca, cornice o cupola di vetro

Una volta secca, la corona ha bisogno di protezione da polvere e urti. Le soluzioni più usate sono tre:

  • una teca o cornice profonda, dove la corona sta appoggiata su un fondo di stoffa o cartoncino, magari con la foto della proclamazione accanto;
  • una campana o cupola di vetro, perfetta se la vuoi tenere in vista su una mensola;
  • una scatola rigida con carta velina, se preferisci custodirla in armadio insieme ad altri ricordi.

In ogni caso inseriscila solo quando è completamente asciutta: chiudere una corona ancora umida in un contenitore è il modo più rapido per vederla ammuffire.

Pro tip:

Dentro la teca aggiungi un bigliettino con data, corso e voto. Tra dieci anni ti sembrerà un dettaglio prezioso.

Idee per trasformarla in un ricordo

Non per forza la corona deve restare intera. Alcune idee per darle una seconda vita:

  • un quadro con poche foglie, il nastro della facoltà e la foto più bella della giornata;
  • un segnalibro con una foglia pressata e plastificata, da regalare a chi te l’ha messa in testa;
  • un angolo dei ricordi con corona, bomboniera e il papiro arrotolato o incorniciato.

Proprio il papiro è l’altro grande cimelio della giornata. Molti lo fanno incorniciare o lo ristampano in formato più piccolo dopo la festa: se ti interessa, trovi indicazioni su come stampare un papiro di laurea e sulle dimensioni del papiro di laurea.

Una nota pratica: se ti viene voglia di usare le foglie in cucina, meglio di no. Le corone da fiorista possono essere trattate o colorate, e il nastro spesso è incollato. Il ricordo lo tieni in vista, non nel ragù.

Cosa evitare se vuoi che duri anni

Ricapitolando gli errori più comuni, quelli che rovinano una corona in poche settimane:

  • lasciarla nel sacchetto di plastica del fiorista, dove l’umidità resta intrappolata;
  • appenderla in bagno o in cucina, gli ambienti più umidi della casa;
  • dimenticarla in macchina o sul davanzale al sole, che sbiadisce foglie e nastro;
  • schiacciarla in un cassetto prima che sia secca, perdendo la forma tonda.

Se segui questi accorgimenti, una corona ben essiccata può durare anni. Perderà un po’ di colore, ma resterà riconoscibile, ed è questo che conta. Se ti incuriosisce da dove viene l’usanza di tenerla, leggi il significato della corona di alloro.

La corona sbiadisce, il papiro resta

Tra tutti i ricordi della laurea, quello che si conserva meglio è il papiro: carta, risate e la caricatura del laureato con tutte le sue disavventure. Se sei tra gli amici che lo stanno preparando, la guida completa al papiro di laurea ti accompagna dall’idea alla stampa, e con lo strumento caricatura in poche ore hai il disegno pronto senza rincorrere nessuno.

Un ricordo da appendere accanto alla corona

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