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Storia del papiro di laurea: dalla goliardia padovana alle feste di oggi

• 5 min di lettura
Illustrazione: Storia del papiro di laurea: dalla goliardia padovana alle feste di oggi

Ciao! Ogni volta che appendi un papiro con caricatura e rime stai ripetendo un gesto che ha secoli alle spalle. La storia del papiro di laurea è fatta di studenti, piazze, goliardia e un pizzico di leggenda: alcune date sono documentate, altre sono tramandate a voce da generazioni di laureati. Qui mettiamo in fila quello che si sa, dicendo chiaramente dove finiscono i fatti e dove comincia il racconto.

Le radici della storia del papiro di laurea: università e goliardia

Tutto parte da Padova. L’università viene fondata nel 1222 ed è tra le più antiche d’Europa. Per secoli attira studenti da mezzo continente, protetti da quella libertà di studio che la città riassume nel motto «Patavina Libertas».

Dove ci sono studenti lontani da casa nascono riti, scherzi e associazioni. In Italia questo mondo prende il nome di goliardia: gruppi studenteschi con gerarchie, cappelli (le feluche), canti e un gusto spiccato per la parodia delle istituzioni. Il legame con i goliardi medievali, i chierici vaganti autori di versi satirici, è suggestivo ma gli studiosi lo considerano incerto.

Lo sapevi che:

La parodia è il cuore del papiro: prende la forma di un documento solenne e ci mette dentro aneddoti tutt’altro che solenni. È lo stesso meccanismo della goliardia.

Dai manifestini alla pergamena goliardica

La ricostruzione più diffusa fa risalire l’antenato del papiro al Cinquecento. All’epoca le lauree a Padova erano eventi pubblici, attesi da tutta la città, e gli studenti affiggevano per le strade dei manifestini che celebravano il nuovo dottore con toni enfatici. Ne parliamo in dettaglio in Padova, la vera patria del papiro di laurea.

Col tempo quei fogli celebrativi diventano sempre più ironici. Il tono solenne resta come cornice, ma il contenuto passa dalle lodi alle prese in giro: la carriera del laureato raccontata attraverso vizi, ritardi e disavventure. Anche il nome «papiro» va letto in questo senso, come un modo scherzoso di chiamare un documento lunghissimo e pieno di dettagli, non come un riferimento all’antico Egitto.

Il Novecento: arrivano rime e caricatura

Il papiro come lo conosciamo oggi, con le filastrocche in rima e la caricatura del laureato al centro, prende forma nel primo Novecento. La tradizione padovana attribuisce un ruolo chiave a Raoul Chareun, illustratore nato a Cagliari e noto come Primo Sinopico, che avrebbe unito per primo versi goliardici e ritratto caricaturale.

Che sia andata esattamente così o che il merito vada diviso tra più studenti, il risultato è chiaro: da lì in poi il papiro diventa un oggetto visivo oltre che testuale. La caricatura esagera i tratti del laureato, le rime ne raccontano la carriera, e le due parti si rafforzano a vicenda. Se vuoi capire perché la caricatura funziona ancora così bene, leggi come creare la caricatura di laurea perfetta.

Pro tip:

Vuoi un papiro fedele allo spirito originale? Dai alla caricatura lo stesso peso delle storie. Testo e disegno sono nati insieme.

Perché proprio il Veneto: dialetto, piazza e lettura pubblica

Nel dopoguerra, e in particolare negli anni Cinquanta, la goliardia padovana vive una stagione d’oro e il papiro diventa un appuntamento fisso di ogni laurea in città. In quegli anni si consolidano gli elementi che riconosciamo ancora: la lettura pubblica subito dopo la proclamazione, il laureato in piedi davanti a tutti, le penitenze per ogni errore.

Un tratto tipico dei papiri veneti è il mix linguistico. Accanto all’italiano compaiono strofe in dialetto, a volte con inserti in inglese, e leggere bene il dialetto ad alta voce non è affatto scontato. È anche da qui che nasce il gioco delle penitenze: più il testo è insidioso, più il laureato sbaglia. Il rito oggi è raccontato passo per passo nella guida alla lettura del papiro di laurea.

La diffusione della tradizione in Italia

Dal Veneto il papiro si è allargato, soprattutto al Nord Est, e poi pian piano in molte altre città universitarie. Non esiste una mappa ufficiale della sua diffusione, ma oggi è facile trovarlo anche lontano da Padova, spesso adattato alle usanze locali: in alcune città si legge in strada, in altre si appende solo alla festa, in altre ancora convive con riti diversi come la corona d’alloro portata in giro per il centro.

Ogni città ha le sue scaramanzie e i suoi rituali di laurea: li trovi raccolti nella guida alle tradizioni di laurea regionali. Il papiro resta però la tradizione più riconoscibile, quella che tutti identificano con la goliardia veneta.

Pro tip:

Se la festa è in una città dove il papiro non è di casa, spiega in due righe a inizio papiro da dove viene la tradizione. I parenti apprezzano, e nessuno lo scambia per un cartellone pubblicitario.

Dove vedere papiri e cimeli goliardici

Se passi da Padova, c’è un posto dedicato proprio a questo mondo: il GaudeaMUS, il museo della goliardia patavina, inaugurato nell’ottobre 2021 negli spazi di Palazzo Bo. Raccoglie feluche, documenti e ricordi della vita studentesca. Prima di andarci controlla orari e modalità di visita sul sito dell’università, perché possono cambiare.

Se invece la tua laurea, o quella del tuo amico, è proprio a Padova, trovi consigli specifici nella pagina sul papiro di laurea a Padova.

Il papiro oggi: stessa anima, strumenti nuovi

La sostanza non è cambiata: un grande foglio che celebra e prende in giro il laureato, preparato dagli amici e letto davanti a tutti. Sono cambiati gli strumenti. Una volta si scriveva a mano e si disegnava su carta da pacchi; oggi gli aneddoti si raccolgono in chat, la caricatura parte da una foto e l’impaginazione in formato A0 si fa al computer prima di andare in copisteria.

Se vuoi sapere com’è fatto un papiro moderno, sezione per sezione, parti dalla guida completa al papiro di laurea. E per la caricatura, la caricatura in poche ore mantiene viva l’idea del primo Novecento con tempi da festa di oggi.

Una tradizione di secoli, il vostro capitolo

Come da tradizione, il papiro lo preparano gli amici del laureato. Con EasyPapiro trasformate gli aneddoti in storie in rima, aggiungete la caricatura e il logo dell’università e scaricate il file A0 da portare in copisteria.

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