Papiro laurea triennale o magistrale: cosa cambia e si fa a entrambe?

Il tuo amico si laurea e nel gruppo parte la domanda di rito: «ma il papiro si fa anche per la triennale?». Oppure il contrario: «l’abbiamo già fatto tre anni fa, alla magistrale lo rifacciamo?». Il papiro di laurea per la triennale o per la magistrale non segue una regola scritta: dipende dalla zona, dall’ateneo e soprattutto dal gruppo. Qui trovi le differenze pratiche di tradizione, tono e contenuti, e una risposta sincera alla domanda delle domande.
Prima di tutto: cos’è il papiro e da dove arriva
Il papiro è il grande foglio goliardico che gli amici preparano per il laureato: caricatura al centro, intestazione con l’università e tutto attorno storie in rima sui suoi momenti più imbarazzanti. La tradizione è nata nel mondo universitario del Nordest, con Padova in prima fila, e da lì si è diffusa nel resto d’Italia con intensità molto diverse da città a città. Se vuoi il quadro completo, parti dalla guida al papiro di laurea o dalla storia del papiro di laurea.
La tradizione nasce in un’epoca in cui la laurea era una sola. Con la riforma che ha introdotto il «3+2», le lauree sono diventate due, e ogni gruppo di amici ha dovuto decidere da sé come comportarsi. Ecco perché trovi usanze diverse anche tra due facoltà dello stesso ateneo.
Papiro per la laurea triennale: la prima volta non si scorda
Per molti studenti la triennale è la prima vera festa di laurea, spesso con amici del liceo, compagni di corso e parenti tutti insieme. In tante città è proprio qui che si fa il papiro «grosso», perché è la prima occasione e non si vuole perdere.
Il tono, di solito, è più scanzonato. Il laureato ha poco più di vent’anni e il materiale non manca: la sessione passata a dormire, il primo affitto da fuorisede, le serate che nessuno ricorda bene. Le storie raccontano soprattutto la vita universitaria vista da fuori, con gli amici come testimoni.
Tre anni di lezioni, appunti e caffè,
ma il libro di testo non sa nemmeno cos’è.
Chiedeva in prestito ogni slide e ogni sunto,
e oggi è dottore: nessuno sa a che punto.
Pro tip:
Alla triennale molti atenei fanno proclamazioni di gruppo e la cerimonia è breve. Tienine conto quando organizzi la lettura del papiro: meglio farla dopo, in un posto dove il laureato non debba scappare.
Papiro per la laurea magistrale: più storie, meno pudore
Alla magistrale il laureato ha cinque anni di università alle spalle, a volte un tirocinio, un Erasmus, una tesi sperimentale con un relatore leggendario. Il materiale per il papiro raddoppia, e il gruppo spesso include anche i compagni di corso della specialistica, che conoscono aneddoti che gli amici di sempre non immaginano nemmeno.
Il tono può restare goliardico, ma spesso diventa un po’ più «di bilancio»: si chiude un ciclo, c’è chi si trasferisce per lavoro, c’è chi si commuove. Non a caso nelle lauree magistrali vedi più spesso papiri con una storia finale un po’ più affettuosa, che chiude dopo tutte quelle cattive.
Nelle facoltà a ciclo unico, come medicina, giurisprudenza o farmacia, il dubbio non si pone: la laurea è una sola, e il papiro di solito è quello delle grandi occasioni. Trovi spunti specifici per esempio nel papiro di laurea in medicina o in quello di giurisprudenza.
Le differenze in pratica: tono, contenuti, pubblico
Riassumendo senza pretesa di regola universale, ecco come cambiano di solito le cose:
- Tono: alla triennale più leggero e da compagnia, alla magistrale spesso più «chiusura di un capitolo».
- Contenuti: la triennale racconta le prime volte, la magistrale può pescare da tirocini, Erasmus, tesi e primi colloqui di lavoro.
- Pubblico: alla triennale ci sono spesso più parenti e amici storici, alla magistrale più colleghi e compagni di corso.
- Lunghezza: alla magistrale hai più aneddoti, ma il foglio è sempre quello, quindi devi scegliere meglio.
Se non sai da dove partire con i testi, l’articolo su cosa scrivere nel papiro di laurea ti dà una scaletta pratica.
Il papiro si fa sia alla triennale che alla magistrale?
Risposta breve: si può, e in molte zone si fa. Non c’è nessuna regola che lo vieti, e un papiro per ogni laurea è anche un bel modo per avere due ricordi diversi, appesi uno accanto all’altro.
Risposta lunga: dipende dall’ateneo e dal giro di amici. In alcune città il papiro è un rito a ogni laurea, in altre si riserva alla magistrale o alla laurea a ciclo unico. Se hai dubbi, chiedi a chi si è laureato da poco nello stesso corso: in genere sanno esattamente cosa si aspetta il festeggiato. Le usanze locali cambiano molto, come racconta la guida alle tradizioni di laurea in Italia.
Pro tip:
Se rifate il papiro alla magistrale, non riciclate le storie della triennale. Al massimo citatele: «come già denunciato nel papiro del 2023» è una frase che fa sempre ridere.
Come fare il secondo papiro senza ripetersi
Il rischio del secondo papiro è il déjà vu. Per evitarlo, cambia angolazione: se la prima volta avete raccontato la vita da studente, stavolta puntate sui due anni della specialistica, sulla tesi, sui nuovi compagni di corso. Coinvolgi persone nuove nel gruppo, porteranno aneddoti freschi.
Puoi anche cambiare formato: se alla triennale avete scelto le rime, alla magistrale provate un cruciverba personalizzato con le parole chiave della sua carriera, oppure il contrario. Trovi i pro e i contro nell’articolo su papiro con cruciverba o rime, e puoi provare gratis il generatore di cruciverba.
Triennale o magistrale, il papiro è affare vostro
Il papiro lo preparano gli amici del laureato, e questa volta tocca a te. Con EasyPapiro raccogliete gli aneddoti, ottenete rime e caricatura e scaricate il file A0 pronto per la copisteria. L’anteprima è gratis.
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