←Torna al blog

Come iniziare un papiro di laurea: 6 attacchi per la prima strofa (con esempi)

• 5 min di lettura
Illustrazione: Come iniziare un papiro di laurea: 6 attacchi per la prima strofa (con esempi)

Gli aneddoti sono raccolti, il gruppo è carico, e poi tutti fissano la pagina bianca. Capire come iniziare un papiro di laurea è il blocco più comune: la prima strofa sembra dover essere perfetta, e così non si scrive niente. In questa guida trovi sei attacchi collaudati per la prima strofa, ognuno con un esempio in rima scritto da zero, più qualche consiglio per collegare l’incipit al resto della storia.

1. Perché la prima strofa conta così tanto

Quando il laureato inizia a leggere, il pubblico è ancora distratto: c’è chi fa foto, chi cerca i parenti, chi apre una bottiglia. La prima strofa ha un compito preciso: far girare tutti verso il papiro. Se fa ridere, la piazza si mette in ascolto. Se è piatta, il laureato leggerà le strofe successive con metà del pubblico che chiacchiera.

L’incipit non è l’intestazione. L’intestazione presenta il protagonista con nome, corso e titolo goliardico, come spiegato nella guida all’intestazione del papiro di laurea. La prima strofa invece apre la storia vera e propria.

2. Prima di scrivere: scegli da dove parte la storia

Ogni papiro racconta un arco di tempo. Puoi partire dalla nascita, dall’iscrizione all’università o dal giorno stesso della laurea. La scelta dipende da quanto materiale hai: se gli amici conoscono il laureato solo dall’università, inventare l’infanzia rischia di sembrare forzato. Se invece ci sono fratelli e amici d’infanzia nel gruppo, partire dalla culla regala aneddoti preziosi.

Decidi anche il tono: epico, finto solenne, da favola o da show. Il tono dell’incipit deve reggere fino alla fine, quindi scegli quello che vi viene più naturale. Per il quadro completo, dalla raccolta degli aneddoti alla stampa, c’è la guida al papiro di laurea.

3. Come iniziare un papiro di laurea: tre attacchi narrativi

Sono gli incipit più semplici: raccontano la storia in ordine e funzionano con qualsiasi pubblico.

Attacco 1: C’era una volta

Il classico da favola. Parte dalla nascita o dall’infanzia e promette subito una storia lunga e piena di disastri.

C’era una volta un bimbo nato a Lecce d’estate,
che strillava a ogni pappa e a ogni bagno, a raffiche e a ondate:
nessuno avrebbe scommesso un euro sul suo futuro,
e invece eccolo qui, dottore. Un miracolo, sicuro.

Attacco 2: Il primo giorno di università

Ideale se il gruppo è fatto di compagni di corso. Si parte dall’immatricolazione e dalla prima figuraccia.

Settembre, primo giorno, zaino nuovo e scarpe pulite,
Chiara entra in aula magna con le idee ben definite:
si siede in prima fila con la penna e il quaderno,
e dopo dieci minuti dorme come in pieno inverno.

Attacco 3: Dalla fine, con un salto indietro

Si apre sul giorno della laurea e poi si riavvolge il nastro. Crea curiosità e fa sentire subito il pubblico parte della scena.

Oggi è il grande giorno, la corona è sulla testa,
la famiglia è commossa e la piazza è in festa:
ma per capire come Luca sia arrivato fin qua,
dobbiamo riavvolgere il nastro a cinque anni fa.

4. Tre attacchi teatrali per un incipit d’effetto

Più ambiziosi, ma con un effetto garantito: trasformano la lettura in uno spettacolo fin dal primo verso.

Attacco 4: La parodia epica

Si rifà all’apertura dei poemi classici, con l’invocazione alla Musa, e la applica a un problema domestico. Il contrasto tra tono solenne e contenuto banale fa ridere da solo.

Cantami, o Diva, di Federico l’ira funesta,
che infiniti addusse ai coinquilini mal di testa:
ogni piatto lasciato nel lavandino era una guerra,
e ogni bolletta scaduta un terremoto sulla terra.

Attacco 5: Il proclama ufficiale

Il papiro si apre come un bando pubblico, con il linguaggio burocratico. Funziona benissimo con un’intestazione finto solenne.

Si rende noto a tutti, parenti, amici e passanti,
che la qui presente dottoressa ha superato tutti quanti
gli esami, le sessioni, le crisi e il fuori corso,
e oggi, contro ogni previsione, ha finito il suo percorso.

Attacco 6: La presentazione da show

Il papiro si rivolge direttamente al pubblico, come un presentatore che annuncia l’ospite della serata.

Signore e signori, fate silenzio un momento,
che entra in scena il protagonista di questo evento:
centottanta crediti, tre traslochi e un motorino,
direttamente dall’Erasmus... il dottor Paolino!

Pro tip:

Gli attacchi teatrali rendono di più se il laureato li legge con enfasi. Scrivi tra parentesi un’indicazione di regia, tipo «(leggere con voce da telegiornale)»: il pubblico ride già prima del verso.

5. Come collegare l’incipit al resto della storia

La prima strofa promette qualcosa, la seconda deve mantenerlo. Se apri con il primo giorno di università, prosegui con il primo esame o la prima casa da fuorisede. Se apri con la parodia epica, tieni almeno qualche richiamo epico nelle strofe successive, magari chiamando gli esami «battaglie» e i coinquilini «compagni d’arme».

Un trucco efficace è chiudere il papiro riprendendo l’incipit: se hai iniziato con «C’era una volta», finisci con «e vissero tutti felici e laureati». Il cerchio si chiude e il pubblico lo nota. Per il finale trovi altri spunti nelle frasi finali per il papiro di laurea, e per il corpo centrale la guida su cosa scrivere nel papiro di laurea.

6. Gli errori da evitare nella prima strofa

  • Partire con i ringraziamenti: i saluti a famiglia e relatore sono noiosi in apertura. Tienili per la fine, se proprio servono.
  • Spiegare troppo: quattro versi bastano. Se la prima strofa ne ha dodici, il pubblico si distrae prima della battuta.
  • Non mettere il nome: il nome o il soprannome del laureato deve comparire subito, così tutti sanno di chi si parla.
  • Copiare un incipit famoso per intero: la parodia funziona se cambi il contenuto, non se riporti l’originale.
  • Iniziare con la battuta più pesante: la strofa più cattiva va a metà papiro, quando il pubblico è già caldo.

Se l’idea c’è ma le rime non tornano, scrivi l’incipit in prosa e passalo a Metti in rima una storia. Per rifinire metrica e schema delle rime, invece, leggi la guida alle rime per papiro di laurea.

Pro tip:

Scrivi l’incipit per ultimo. Quando la storia è finita sai quali sono i temi più forti, e la prima strofa può anticiparli.

Dalla prima strofa al papiro finito

Il papiro lo preparano gli amici del laureato. Con EasyPapiro inserite gli aneddoti, l’AI li trasforma in rime, la caricatura arriva da una foto e l’impaginazione in A0 è automatica, pronta per la copisteria. Creazione e anteprima sono gratis.

Crea il tuo papiro ✨

Continua a leggere

Tutti gli articoli