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La Minerva con la lancia rivolta a terra: la scaramanzia degli studenti di Pavia

• 5 min di lettura

Ciao! Se studi a Pavia, saprai già che in città c'è una statua della dea Minerva da non guardare mai negli occhi prima della laurea, con un dettaglio che la rende diversa da qualsiasi altra raffigurazione della dea. Ti racconto la storia di questa scaramanzia e della statua che la ispira.

La statua che nessuno guarda negli occhi

A pochi metri dall'Università di Pavia sorge una statua della dea Minerva, da sempre oggetto di grande rispetto scaramantico tra gli studenti. La regola tramandata è identica a quella di altre città italiane: guardarla negli occhi prima della laurea porterebbe sfortuna, allontanando la fatidica seduta finale.

Anche a Pavia, come altrove, si preferisce quindi passarci davanti con lo sguardo basso o deviato, rimandando il momento dell'incontro diretto a dopo la proclamazione.

Lo sapevi che:

Statue di Minerva legate a leggende identiche circolano anche alla Sapienza di Roma e nell'atrio di Giurisprudenza a Bari: un vero e proprio fenomeno nazionale.

Il dettaglio che rende unica la Minerva di Pavia

C'è però un particolare che distingue la Minerva pavese da tutte le altre: nelle raffigurazioni classiche, la dea impugna la lancia rivolta verso l'alto, in segno di trionfo. Nella statua di Pavia, invece, la lancia punta verso il basso, verso terra.

Secondo alcuni si tratterebbe di un semplice errore in fase di realizzazione dell'opera. Secondo altri, invece, sarebbe un dettaglio scelto di proposito, a simboleggiare la superiorità della cultura sulle armi, un messaggio perfetto per una statua che sorveglia proprio l'ingresso di un'università.

Pro tip:

Se qualcuno ti chiede come riconoscere la Minerva di Pavia dalle sue "sorelle" italiane, ricordagli di guardare la lancia: è l'unica rivolta verso il basso.

Il divieto si estende ai cortili e alla Certosa

La scaramanzia pavese non si ferma alla sola statua: gli studenti evitano anche di attraversare in diagonale i cortili storici dell'università, preferendo percorsi più lunghi ma sicuri. Per lo stesso motivo, molti rimandano pure la visita alla Certosa di Pavia, il celebre complesso monumentale a pochi chilometri dalla città.

Un intreccio di piccoli divieti che, sommati, disegnano una mappa scaramantica ben precisa della vita universitaria pavese, fatta di percorsi da evitare e luoghi da rimandare a dopo la laurea.

Pro tip:

Se hai amici in visita a Pavia prima della tua laurea, lasciali visitare da soli la Certosa: potrai unirti a loro solo dopo aver discusso la tesi.

Il giorno della rivincita

Appena arriva la proclamazione, tutti i divieti cadono insieme: molti neolaureati pavesi scelgono proprio la statua di Minerva come sfondo per la prima foto ufficiale con la corona d'alloro, guardandola finalmente negli occhi senza più timori.

Subito dopo, tocca alla Certosa: una gita fuori porta perfetta per festeggiare il titolo appena conquistato, magari in compagnia di amici e parenti arrivati apposta per l'occasione.

Pro tip:

Organizza la foto con la statua subito dopo la proclamazione, prima che l'area si affolli di altre famiglie in festa nello stesso giorno di sedute.

Minerva sfidata, ora tocca agli amici

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