La statua di Minerva a Bari: la scaramanzia degli studenti di Giurisprudenza
Ciao! Se studi Giurisprudenza a Bari, avrai già ricevuto l'avvertimento da qualche collega più esperto: mai fissare la statua di Minerva nell'atrio della facoltà prima di esserti laureato. Ti racconto la storia di questa scaramanzia, tramandata da generazioni di studenti pugliesi.
La statua che domina l'atrio di Giurisprudenza
La Minerva di Bari è un'imponente scultura in bronzo, opera dell'artista Assen Peikov, realizzata tra il 1960 e il 1961 e con un peso di ben 14 quintali. Inizialmente viene collocata nell'atrio centrale del Palazzo Ateneo, per poi essere spostata nel 1972 nell'atrio del Palazzo della Facoltà di Giurisprudenza, costruito tra il 1964 e il 1970, dove si trova ancora oggi.
Molti studenti le passano davanti ogni giorno senza quasi notarla, finché qualcuno non li mette in guardia sulla leggenda che la circonda: uno sguardo di troppo, prima del tempo, potrebbe costare caro.
Lo sapevi che:
Il peso della statua, oltre una tonnellata, la rende una delle opere bronzee più imponenti conservate all'interno di un ateneo italiano.
La leggenda: mai guardarla negli occhi prima della laurea
La regola tramandata tra gli studenti è chiara: la statua si può ammirare liberamente solo dopo la laurea. Fino ad allora, è meglio evitare di guardarla negli occhi prima di ogni esame e, soprattutto, prima della seduta finale, pena la sfortuna.
Ciò che rende questa scaramanzia particolarmente radicata è la sua trasmissione familiare: capita spesso che genitori laureati in Giurisprudenza a Bari avvertano i figli iscritti allo stesso corso, tramandando l'avvertimento come un piccolo segreto di famiglia.
Pro tip:
Se hai amici che studiano legge a Bari, chiedi loro come evitano lo sguardo della statua ogni giorno: le tecniche personali, tra deviazioni e sguardi bassi, sono sempre divertenti da scoprire.
Un fenomeno più grande: le Minerve d'Italia
La statua di Bari non è un caso isolato: leggende molto simili circolano intorno ad altre statue di Minerva in Italia, dalla Sapienza di Roma fino all'Università di Pavia. In ognuna di queste città, la dea della saggezza diventa protagonista dello stesso identico timore scaramantico.
Non è un caso che sia proprio Minerva a ricorrere così spesso: dea della saggezza, della strategia e delle arti, rappresenta perfettamente il giudice ideale a cui uno studente non vuole "mostrarsi" prima di aver davvero raggiunto la propria meta.
Pro tip:
Se conosci laureandi in città diverse, confronta le rispettive leggende su Minerva: scoprirete quante variazioni regionali esistono sullo stesso tema.
Il giorno in cui finalmente si può guardarla
Superata la seduta di laurea, il divieto decade all'istante: molti neolaureati baresi scelgono proprio l'atrio della Minerva come sfondo per la prima foto ufficiale con la corona d'alloro, guardando finalmente la statua senza timore.
Un gesto che chiude simbolicamente anni di sguardi evitati con cura, trasformando il luogo più temuto della facoltà nel palcoscenico perfetto per il momento più atteso di tutto il percorso universitario.
Pro tip:
Organizza la foto con la statua subito dopo la proclamazione, prima che l'atrio si affolli di altre famiglie in festa nello stesso giorno di sedute.
Sfidata Minerva, ora manca solo il papiro
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