Ciao! Si laurea in Lettere, Filosofia, Storia o Lingue e la tua prima idea è "gli regalo un libro"? Fermati un attimo. Non è sbagliata, ma è quello che regaleranno tutti gli altri. Chi si laurea in materie umanistiche merita di meglio del quindicesimo romanzo impacchettato a caso. Ti racconto come fare un regalo che parli davvero la sua lingua, per ogni budget, con una sola regola non negoziabile che trovi in fondo.
1. L'umanista: una specie da maneggiare con cura
Il laureato in materie umanistiche ha scelto la sua strada per passione, spesso difendendola per anni da parenti perplessi e battute sui posti di lavoro. Ha letto più pagine di quante tu ne leggerai in una vita, ha opinioni fortissime sulle traduzioni e considera la propria libreria un'estensione della propria anima.
Il regalo giusto per questa specie non è per forza un libro: è qualcosa che riconosce la sua identità culturale. Bellezza, storia, parole, viaggi. Se il regalo racconta una di queste cose, sei sulla strada giusta.
Pro tip:
Se proprio vuoi regalare un libro, punta su un'edizione speciale di un'opera che ama già: illustrata, numerata, rilegata a mano. Non stai regalando una storia che conosce, stai regalando un oggetto d'affetto.
2. Sotto i 30 euro: piccole cose piene di senso
Con un budget piccolo puoi fare regali di grande gusto: una penna stilografica entry level con una boccetta di inchiostro colorato, un segnalibro artigianale in ottone o legno, una candela ispirata alle biblioteche o alle vecchie librerie (esistono e profumano di carta e ambra), una tote bag letteraria di quelle fatte bene, o un abbonamento a una rivista culturale.
Colpo da intenditore: una mappa antica ristampata della sua città o della città dove ha studiato, da incorniciare. Unisce storia, estetica e ricordo personale in un colpo solo.
Pro tip:
Le citazioni funzionano, ma scegli quella giusta: non la frase famosa da calendario, ma un verso dell'autore su cui ha fatto la tesi. Dimostra che sai chi è, non solo cosa studia.
3. Da 30 a 100 euro: cultura da vivere
In questa fascia la parola d'ordine è esperienza culturale: un abbonamento annuale ai musei della sua regione, una tessera per una stagione teatrale, un corso di scrittura creativa o di legatoria artigianale, un'edizione pregiata di un classico che ama, o una membership a una piattaforma di audiolibri e riviste.
Funziona benissimo anche il kit dello scrittore: taccuino di qualità, penna seria e una moka o un set da tè per accompagnare le sue pagine. Sono i ferri del mestiere della vita che sogna, e riceverli in regalo è come sentirsi dire "ci credo anche io".
Pro tip:
L'abbonamento ai musei è il regalo con il miglior rapporto prezzo/impatto per un umanista: costa il giusto e lo fa sentire a casa in ogni sala espositiva per un anno intero.
4. Oltre i 100 euro: il grande viaggio (o la grande libreria)
Il regalo importante per un laureato in materie umanistiche ha quasi sempre la forma di un viaggio: Atene per il classicista, Parigi per il francesista, Dublino per l'anglista, Berlino per lo storico contemporaneo. Un biglietto e un paio di notti valgono più di qualsiasi oggetto, perché l'umanista i luoghi non li visita: li legge.
Se il viaggio non è praticabile, le alternative solide sono una libreria vera e propria per la sua collezione (il mobile, sì: nessun umanista ne ha mai abbastanza), un e-reader di fascia alta per chi si è convertito al digitale, o un contributo per un master o una scuola di specializzazione.
Pro tip:
Se regalate il viaggio di gruppo, accompagnatelo con un taccuino vuoto intitolato "diario di viaggio". State regalando anche il piacere di scriverlo, che per un letterato è metà del viaggio stesso.
5. La regola non negoziabile: vietato chiedere "e ora che farai?" 🚫
Il laureato in Lettere ha sentito questa domanda a ogni pranzo di famiglia dal primo anno di università. Il giorno della laurea è l'unico giorno in cui ha il diritto costituzionale di non sentirsela fare. Niente battute sui concorsi, niente "con la cultura non si mangia", niente consigli di carriera non richiesti tra il rinfresco e la torta.
Se volete giocare sull'ironia, ribaltatela: un premio "Persona più colta del gruppo", un buono "ti ascolto parlare del tuo autore preferito per un'ora senza interrompere", o una laurea honoris causa in "sopportazione dei parenti che chiedono del posto fisso". Ridere insieme della domanda è il modo migliore per seppellirla.
Pro tip:
Nel biglietto di auguri, scrivete cosa vi ha insegnato senza saperlo: il film che vi ha fatto scoprire, il libro che vi ha consigliato e vi è piaciuto davvero. È la prova concreta che la sua strada arricchisce chi gli sta intorno.
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