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Festa di laurea karaoke: la serata in cui cantano tutti (anche stonati) 🎤

• 5 min di lettura

C'è una legge non scritta delle feste: quando arriva il microfono, cadono tutte le maschere. La festa di laurea karaoke è la scelta giusta se il tuo gruppo ama cantare, stonare e prendersi poco sul serio. Non serve saper cantare, anzi: le esibizioni peggiori sono quelle che si ricordano di più. Ti spiego come organizzare una serata karaoke di laurea che farà male alle corde vocali e benissimo ai ricordi.

1. Locale karaoke o karaoke a casa?

Prima decisione: fuori o a casa. Il locale karaoke ha tutto pronto: impianto professionale, catalogo di basi infinito e un presentatore che scalda la sala. Molti locali riservano la saletta privata per i gruppi, perfetta per cantare senza il giudizio di sconosciuti (o con il loro applauso, dipende dai punti di vista).

La versione casalinga costa meno ed è più intima: bastano una TV, una cassa bluetooth, un microfono wireless da pochi euro e una delle tante app di karaoke. La qualità audio sarà quella che è, ma in salotto nessuno si vergogna e le esibizioni durano fino all'alba.

Pro tip:

Se scegli il locale, prenota la saletta privata con anticipo e chiedi la tariffa a ore per gruppi. Se scegli casa, compra due microfoni: i duetti sono il cuore della serata e un microfono conteso finisce sempre male.

2. La scaletta: canzoni obbligatorie per il laureato

Il festeggiato non sceglie: subisce. Prima della festa, il gruppo prepara la lista delle canzoni obbligatorie che il laureato dovrà cantare durante la serata. Il criterio è uno solo: massimo imbarazzo e massimo affetto. La hit trash dell'estate del primo anno, la canzone che cantava sempre in macchina, il tormentone del gruppo WhatsApp.

Funziona ancora meglio se le canzoni sono legate ad aneddoti: prima di ogni esibizione, chi ha proposto il pezzo racconta il perché. Tra una risata e l'altra, la scaletta diventa il racconto degli anni universitari in musica.

Pro tip:

Scrivi le canzoni obbligatorie su bigliettini piegati in un barattolo: il laureato ne pesca una a intervalli regolari. L'effetto lotteria tiene alta la tensione per tutta la serata.

3. Sfide e classifiche tra invitati

Per evitare che cantino sempre i soliti tre, trasforma il karaoke in gara. Dividi gli invitati in squadre e assegna punti a ogni esibizione: la giuria può essere il laureato stesso, con palette di voto in stile talent show. Categorie consigliate: miglior interpretazione, peggior stonatura, coreografia più coraggiosa.

Le sfide a tema alzano il livello: duetti obbligati a sorteggio, canzone cantata in falsetto, testo rappato su base melodica. Più le regole sono assurde, più la serata decolla. Il premio finale può essere simbolico: la corona d'alloro passa per una notte al vincitore.

Pro tip:

Riprendi le esibizioni migliori (e peggiori) col telefono, con il consenso dei cantanti. Il video montato delle performance è il regalo di follow-up perfetto per il gruppo.

4. Il duetto finale e il momento papiro

Ogni serata karaoke merita un gran finale. Il formato perfetto: prima la lettura del papiro, con il laureato al centro e il microfono che passa di mano in mano tra chi legge le storie. Il karaoke ha già scaldato la sala, quindi la lettura diventa uno spettacolo con tanto di sottofondo musicale e cori del pubblico.

Poi il duetto finale: il laureato sceglie la persona e la canzone del cuore, e tutti gli altri fanno da coro. È il momento in cui anche i più timidi si alzano in piedi, e la serata si chiude con quella canzone urlata insieme che vale da sola tutta l'organizzazione.

Pro tip:

Tieni pronta la base della canzone simbolo del gruppo per il finale. Quel pezzo che conoscete tutti a memoria: partirà il coro più stonato e più bello della serata.

Il papiro si legge al microfono

In una festa karaoke, anche il papiro merita il palco. Con EasyPapiro gli amici del laureato creano un papiro di laurea con caricatura, storie in rima e giochi personalizzati: letto al microfono davanti a tutti, diventa la performance migliore della serata.

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